domenica 17 dicembre 2017


Vincenzo Umbrella I sondaggi di ora danno la brexit in minoranza. Che si fa? Si va contro la volontà del popolo che ha ora capito di essere stato imbrogliato da chi propose il referendum?
Rimuovi
Francescantonio Lopriore Cariglia Escamotage: pronuncia del Parlamento e ove del caso nuovo referendum a conferma o meno del primo!
Rimuovi
Sandro Perillo I trattati di uscita sono in corso, prima della conclusione può succedere di tutto.
Rimuovi
Vincenzo Umbrella Da sempre dico che alla fine non escono. Questo prova anche la grande intelligenza dei Costituenti che esclusero dai referendum i trattati internazionali e le materie economiche. A maggior ragione nel mondo attuale delle manipolazioni, delle bufale e delle stupidaggini del primo stupido che passa
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Rimuovi
Lillo Taverna Mi sento ptroprio il primo stupido che passa, La BCE manda dei signori incolti che per dieci mesi se la godono a Vicenza e si inventano le 'baciate' nelle POPOLARI, con il supporto di un cavallo di Troia di Via Nazionale, Un caso emblematico che mi fa invocare la brexit italiana. E di grazia non credo che ci possa essere qualcuno che possa imbrogliarmi quanto a Vigilanza, neppure la Vigilanza targata Firenze. Non so che faranno gli inglesi, ma è gente abile accorta e da imitare.
Gestire
Lillo Taverna Mi sento proprio il primo stupido che passa. La BCE manda dei signori incolti che per dieci mesi se la godono a Vicenza e si inventano le 'baciate' nelle POPOLARI, con il supporto di un cavallo di Troia di Via Nazionale, Un caso emblematico che mi fa invocare la brexit italiana. E di grazia non credo che ci possa essere qualcuno che possa imbrogliarmi quanto a Vigilanza, neppure la Vigilanza targata Firenze. Non so che faranno gli inglesi, ma è gente abile accorta e da imitare

 RACALMUTO NEI REGISTRI PARROCCHIALI !!!
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  • r64nc120                                                        
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  • xk      RACALMUTO NEI REGISTRI PARROCCHIALI                           !!!
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  •   xk    ^Premessa^                                                    !!!
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  •         Col trepido ricordo della mia prima giuventù trascorsa a    Racalmuto, mi sono applicato alla decifrazione delle carte         d'archivio della Matrice, risalenti al XVI e XVII secolo.        
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  •         Quando, giovanissimo, ho consultato per la prima volta gli       
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  •         atti di battesimo e matrimoniali, ho potuto percorrere           
  •  
  •         all'indietro la mia ascendenza, per parte paterna, sino alle     
  •  
  •         soglie del XVIII secolo: il diligente archivio parrocchiale lo   
  •  
  •         consentiva. Dopo, lavoro e personali interessi mi hanno          
  •  
  •         portato lontano da quelle ricerche, rimanendomi solo vaghe       
  •  
  •         nostalgie e nebulose idee.                                    !  
  •  
  •         In questi anni novanta, libero ormai dagli assilli di una        
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  •         professione, ho potuto riannodare il discorso sulla              
  •  
  •         documentazione racalmutese conservata presso la Matrice di       
  •  
  •         Racalmuto, interrottosi circa mezzo secolo fa.                !  
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  •         Me lo ha consentito l'attuale Arciprete, don Alfonso PUMA.       
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  •         Prete sensibile ed aperto alle cose della cultura, mi ha         
  •  
  •         accordato fiducia dandomi libero accesso ai delicati e           
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  •         preziosi registri della lontana comunit… parrocchiale. Gli       
  •  
  •         sono profondamente grato e lo ringrazio con la stima di          
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  •         sempre, sentendo pi— intensa l'antica amicizia che mi lega a     
  •  
  •         questo sacerdote, zelante nella sua missione eppure non chiuso   
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  •         in fanatismi e pregiudizi. Se dalle mie ricerche qualche luce    
  •  
  •         verr… sugli eventi del passato racalmutese, all'Arciprete Puma   
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  •         va dato il dovuto merito. Ne sottolineamo,                        
  •  
  •         oltre alla riconosciuta bont… d'animo, una intelligenza, una     
  •  
  •         modernit… ed una disponibilit… culturale, che senza nulla        
  •  
  •         togliere alle prerogative del suo militante sacerdozio, lo       
  •  
  •         arricchiscono d'ascendente oltre i limiti dei fedeli e dei       
  •  
  •         parrocchiani.                                                 !!!
  •  
  •         La collaborativa apertura di padre Puma ci ha messo in           
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  •         condizione di studiare gli atti pi— antichi dell'archivio        
  •  
  •         parrocchiale, iniziando da un quinterno - cucito e non           
  •  
  •         rilegato - risalente al 1554. Vi abbiamo rintracciato 105 atti   
  •  
  •         di battesimo. Dovrebbero essere le pi— antiche trascrizioni      
  •  
  •         documentali della Matrice di Racalmuto. Partendo dalla           
  •  
  •         dodicesima indizione 'anticipata' - gli archivisti di            
  •  
  •         Racalmuto usavano il sistema 'greco' nella sua versione          
  •  
  •         originaria bizantina che faceva decorrere l'indizione dal 1ø     
  •  
  •         settembre -, il vetusto quinterno ci certifica dei battesimi     
  •  
  •         dei nostri antenati dall'8 di dicembre 1553 al 30 di agosto      
  •  
  •         1554. Mancano dunque i mesi di settembre, ottobre e novembre     
  •  
  •         del 1553. La media mensile dei battesimi di quell'anno si        
  •  
  •         attesta su quota undici: risultano assenti all'appello,          
  •  
  •         pertanto, 30-35 neo battezzati a mezzo del XVI secolo.        !  
  •  
  •         Altri atti di battesimo di quel secolo possiamo ricavarli da     
  •  
  •         altri sparsi quinterni, del tipo di quello prima descritto:      
  •  
  •         liso e consunto il quinterno relativo al 1564, questo appare     
  •  
  •         pi— un resoconto contabile che un registro ecclesiastico dei     
  •  
  •         battesimi (eppure ci fornisce dati su battesimi solenni e su     
  •  
  •         quelli 'bassi': 2 tar i primi, 1,20 i secondi). Pi— completa    
  •  
  •         la raccolta relativa all'indizione del 1571 (4.a);                
  •  
  •         alquanto disordinata la documentazione riguardante l'indizione   
  •  
  •         del 1576 (9.a) e comunque limitata al periodo                    
  •  
  •         (1.11.1575-28.5.1576); del pari monca la raccolta dei            
  •  
  •         battesimi relativi al 1584. La fascicolazione fatta di recente   
  •  
  •         (nel decennio del 1980) Š piuttosto superficiale e spesso        
  •  
  •         inattendibile (si ascrivono al 1564 atti che invece attengono    
  •  
  •         a dieci anni prima: al 1554).                                 !! 
  •  
  •         Del tutto spurii e parziali appaiono due inserti documentali:    
  •  
  •         il primo ci conduce al 1750 ed in gradevole grafia ci attesta    
  •  
  •         di oltre 140 atti matrimoniali; il secondo, mancante di ogni     
  •  
  •         tipo di datazione, ha tutta l'aria di un censimento dei nuclei   
  •  
  •         familiari esistenti in Racalmuto. Parziale, anche questo, Š a    
  •  
  •         nostro avviso collocabile nel XVIII secolo.                   !! 
  •  
  •         Rilegato, ben tenuto e con un indice sia pure interrotto e       
  •  
  •         per ordine alfabetico dei nomi (anzichŠ dei cognomi), cos       
  •  
  •         appare a distanza di secoli un registro, che ci Š stato          
  •  
  •         agevole consultare; rubricato come 'stato di famiglia -          
  •  
  •         MATRIMONI 1582-1600', risulta invero una documentazione pi—      
  •  
  •         completa. Esordisce con un atto matrimoniale del 2 settembre     
  •  
  •         XI.a Indizione 1582 e si snoda diligentemente e con dovizia di   
  •  
  •         dati anagrafici lungo quasi un ventennio, sino appunto al 13     
  •  
  •         di agosto del 1600. In appendice, del tutto arbitrariamente, Š   
  •  
  •         accluso il conteggio economico dei funerali                      
  •  
  •         (solenni e 'bassi': 5 tar e 10 i primi, appena un tar e 20 i   
  •  
  •         secondi) che si ebbero dal 4 ottobre del 1618 al 19 novembre     
  •  
  •         del 1620.                                                     !! 
  •  
  •         Rilegati in carta pecora, presa da chiss… quale precedente       
  •  
  •         documentazione, sono gli atti di morte che dal 3 settembre del   
  •  
  •         1664 ci conducono sino all'anno tremendo del colera che si       
  •  
  •         abbattŠ su Racalmuto nel 1672: la decima indizione, che per il   
  •  
  •         calcolo 'greco' della Matrice racalmutese va dal 1ø settembre    
  •  
  •         1671 al 31 agosto 1672, Š a ben ragione segnata dal locale       
  •  
  •         archivista 'amarissima e infaustissima'. Si pensi che sono       
  •  
  •         morti in un anno oltre 1200 racalmutesi, un quarto della         
  •  
  •         popolazione, quanti ne erano morti nei precedenti sette anni     
  •  
  •         che non erano certo tempi di lunga vita media. Il registro,      
  •  
  •         che di tanto in tanto reca chiose di notevole valore storico,     
  •  
  •         Š documento importantissimo per la ricostruzione di un secolo    
  •  
  •         di storia locale doloroso e sconvolgente.                     !! 
  •  
  •         Agli esordi di questo secolo vi fu un fiorire di ricerche        
  •  
  •         d'archivio presso il locale - e folto - clero. Mi si dice che    
  •  
  •         sacerdoti come il Cipolla - l'artefice di sfortunate             
  •  
  •         iniziative economiche e sociali - e don Gerlando di Falco, lo    
  •  
  •         stimato e prodigo restauratore della chiesa di san Giuseppe,     
  •  
  •         si accinsero ad una 'rubricazione' dei battezzati della          
  •  
  •         Racalmuto del '600 e successivi secoli. Una di queste rubriche   
  •  
  •         Š datata 10 marzo 1914. Dopo, il cataclisma della prima guerra   
  •  
  •         mondiale, avr… distolto da tali uzzoli archivistici. Noi         
  •  
  •         abbiamo avuto tra le mani una di queste rubriche e ne abbiamo    
  •  
  •         fatto la trasposizione nel 'computer'.                           
  •  
  •         E ringraziamo anche di ci•                                       
  •  
  •         la benevola accondiscendenza dell'arciprete PUMA.             !!!
  •  
  •         In sintesi, sono quattro i nuclei documentali che, in prima      
  •  
  •         battuta, abbiamo potuto studiare. Affidandoci al 'Personal       
  •  
  •         Computer' - ad un programma LOTUS del 1988 - abbiamo seguito     
  •  
  •         passo passo l'opera degli archivisti di Racalmuto, sicuramente   
  •  
  •         sacerdoti del XVI e XVII secolo. L'imperio del Concilio di       
  •  
  •         Trento lascia il suo segno nel lontanissimo territorio di        
  •  
  •         Racalmuto. La cultura della Chiesa post-tridentina ci consente   
  •  
  •         oggi  uno sguardo non meramente curioso su un mondo              
  •  
  •         - contadino, paesano, corrusco, talora sanguigno, in perenne     
  •  
  •         lotta con la morte, teso al sopravvivere pi— che al vivere -,    
  •  
  •         in un mondo che Š nostro perch‚ vissuto dai nostri antenati.     
  •  
  •         Cognomi, nomi, parentele, mestieri di oggi hanno echi             
  •  
  •         sorprendenti nei lisi registri di quei tempi che il locale       
  •  
  •         clero ci ha fatto pervenire, sull'onda - appunto - del           
  •  
  •         Concilio di Trento.                                           !  
  •  
  •         La trascrizione in  'rubrica' dovuta  a                          
  •  
  •         preti del novecento (Cipolla                                     
  •  
  •         o Di Falco, poco importa) non Š manipolazione e vi Š assente     
  •  
  •         ogni adulterazione: non Š quindi spuria quell'opera e ci aiuta   
  •  
  •         nella ricostruzione del fluire demografico dei primi secoli      
  •  
  •         dell'epoca moderna della nostra antica terra di Racalmuto.    !  
  •  
  •         I quattro momenti della nostra ricerca si snodano lungo l'arco   
  •  
  •         di due secoli: dalla prima met… del '500 fino alla prima met…    
  •  
  •         del '700. Sono spunti antologici che ci consentono di spaziare   
  •  
  •         dai ritmi della locale procreazione ai coaguli familiari delle   
  •  
  •         combinazioni matrimoniali, alle falcidie impetuose e spesso      
  •  
  •         impietose delle morti soffocatrici della vita in non tarda       
  •  
  •         et….                                                          !  
  •  
  •         Non abbiamo analizzato con metodo ed esaustivamente              
  •  
  •         tutta la trafila documentale esistente presso l'archivio         
  •  
  •         parrochiale di Racalmuto; almeno per ora. Se ne avremo           
  •  
  •         tempo, lo faremo ben volentieri. Non ci dispiacerebbe per• di    
  •  
  •         avere tracciato un solco, dato l'avvio a ricerche pi—            
  •  
  •         pregevoli da parte di locali esperti. Speriamo! Per il           
  •  
  •         momento, le nostre risultanze si radicano nella  seguente        
  •  
  •         serie di dati d'archivio:                                     !  
  •  
  •         - 1) n. 5 quinterni alti, stretti ed a forma di                  
  •  
  •         colonna relativi ai nati di Racalmuto                            
  •  
  •         delle indizioni 12.a (1554); 7.a (1564); 14.a (1571); 4.a        
  •  
  •         (1576) e 12.a (1584). Come appendice, abbiamo unitamente         
  •  
  •         esaminato il quinterno relativo ai matrimoni celebrati nell'     
  •  
  •         1750 e lo stralcio del censimento ad opera del clero di          
  •  
  •         Racalmuto che pu• collocarsi nella prima met… del '700;       !! 
  •  
  •         - 2) il registro degli atti a colonna singola che riporta i      
  •  
  •         matrimoni dal 1582 al 1600 nella prima parte e i rendiconti      
  •  
  •         dei funerali dal 1618 al 1620 nella seconda parte;            !! 
  •  
  •         - 3) il registro dei morti dal 1664 al 1672: un ciclo di otto    
  •  
  •         anni di grande utilt… per studi statistici sulla vita media a    
  •  
  •         Racalmuto nello scorcio finale del secolo della peste;        !! 
  •  
  •         - 4) la 'rubrica' redatta alla vigilia della prima guerra        
  •  
  •         mondiale dai giovani sacerdoti di Racalmuto per catalogare i     
  •  
  •         battezzati risultanti in archivio relativamente al periodo       
  •  
  •         1677-1686 ed a quello intercorrente tra il 1704 e il 1708.    !!!!
  •  
  •         LA NATALITA' NELLA RACALMUTO DEL XVI SECOLO.                  !!!!
  •  
  •         Il Concilio di Trento si apre il 13 dicembre 1545, viene         
  •  
  •         sospeso nel 1552, e dopo varie vicissitudini si riapre nel       
  •  
  •         1562 per concludersi il 4 dicembre 1563. L'ordinamento del       
  •  
  •         clero e la disciplina degli archivi parrocchiali sono            
  •  
  •         collegabili alla parte  finale del Concilio. Ma, in quel di      
  •  
  •         Racalmuto, il nostro clero sa persino anticipare i tempi: il     
  •  
  •         registro dei battesimi - il pi— antico che siamo riusciti a      
  •  
  •         reperire presso la Matrice - risale addirittura all'8 dicembre   
  •  
  •         del 1553. Pi— che di registro trattasi di un quinterno stretto   
  •  
  •         ed alto a mo' di colonna, purtroppo amputato dei primi fogli     
  •  
  •         che sono andati smarriti insieme alla memoria dei battezzati     
  •  
  •         dal 1ø settembre 1553 al 7 ottobre 1553. In base ai nostri       
  •  
  •         calcoli, oltre trentacinque nominativi dovevano essere stati     
  •  
  •         registrati in quel periodo.                                   !  
  •  
  •         La formula adottata era la seguente: '' Die....xbris (per        
  •  
  •         dicembre) lu (e spesso: lo) figlio (per i maschietti) e la       
  •  
  •         figlia (per le bambine) di ...(nome del padre) e di...(cognome   
  •  
  •         del padre) nomine ....(nome del battezzato) li c¢pari (i         
  •  
  •         compari)..... la c¢mari ..... presti (vale per prete o           
  •  
  •         presbitero) ........''. Il ricorso a contrazioni, simboli ed     
  •  
  •         abbreviature non Š infrequente, specie quando trattasi di nomi   
  •  
  •         usuali (JO: per Giovanni; Vic. per Vincenzo, etc.). Il cognome   
  •  
  •         delle madrine viene spesso reso con curiosa forma al femminile   
  •  
  •         (la Terranova, la Casuccia, la Taverna, etc). L'intento Š        
  •  
  •         quello di servirsi del latino, ma l'intrusione di modi e         
  •  
  •         termini dialettali rende suggestiva la contaminazione: ci Š      
  •  
  •         dato leggere, ad esempio: 'si batizau'; 'Vartulu'; 'Lu           
  •  
  •         Bruttu'; 'Vurzillinu'; 'Jugnettu' (per Luglio); etc.)         !  
  •  
  •         Correva il 6 agosto del 1554 e la calura estiva doveva essere,   
  •  
  •         come di consueto, pesantissima. L'archivista doveva forse        
  •  
  •         essere lo stesso sacerdote ufficiante il battesimo. Se           
  •  
  •         cos, stava nella chiesa madre il sacerdote don Lisi Lombardo.   
  •  
  •         Alla bambina da battezzare veniva imposto il nome di             
  •  
  •         'Catrinella'. Se ne dichiarava padre 'mastro Antonino            
  •  
  •         Petruzzella'. Forse per la 'berretta' che portava, forse per     
  •  
  •         la barba a pizzo, ma pi— verosimilmente per certi carogneschi    
  •  
  •         sospetti sulla partenit…, l'annoiato archivista agghindava       
  •  
  •         'mastro' Antonino con uno schizzo caricaturale dalla             
  •  
  •         ammiccante 'aureola'. Un messaggio o solo un riempitivo dovuto   
  •  
  •         alla noia estiva dell'amanuense? Dopo oltre quattro              
  •  
  •         secoli qualche eco giunge a noi e noi l'affidiamo a queste       
  •  
  •         note non prive di un intento burlesco simile a quello che        
  •  
  •         sospettiamo nel prete racalmutese del '500.                   !!!!
  •  
  •         Non crediamo che vi siano documenti - almeno tra quelli sinora   
  •  
  •         noti - che diano generalit… di nostri antenati risalenti a       
  •  
  •         prima del 1554. Nelle registrazioni religiose della Matrice      
  •  
  •         abbiamo, invece, il primo lungo elenco di racalmutesi. Molti     
  •  
  •         dei ceppi attuali vi hanno sorprendente riscontro. Famiglie,     
  •  
  •         oggi note e numerose, vi possono ricercare le loro antiche       
  •  
  •         origini. Gli AGRO'; gli ALAIMO; gli ALFANO; gli ACQUISTA; gli    
  •  
  •         ARNONI; gli AVARELLO; gli ARRIGO; i BARBERI; i BURSELLINO; i     
  •  
  •         CAPITANO; i CARLINO; i CASTRONOVO; i CINCOMANI; i COLLURA; i     
  •  
  •         CURTO; i FALLETTA; i FERLISI; i GARLISI; i GIANCANI; i GIGLIA;   
  •  
  •         i GRACI; i GRILLO; i GUELI; i GULPI (poi VOLPE); i LA LICATA e   
  •  
  •         l'equivalente ceppo dei LICATA; i LA MANTIA; i LA ROCCA; i       
  •  
  •         LIONE (un Mariano LIONE inteso come INFERNO, figlio di           
  •  
  •         Girolamo Š anzi il primo della lista essendo stato battezzato    
  •  
  •         l' 8 dicembre del 1553); i MACALUSO; i MILAZZO; i MULE'; i       
  •  
  •         MURRIALI; i PIRRERA; i PITRUZZELLA; i PUMA; i ROMANO; i SALVO;    
  •  
  •         i SANFILIPPO; gli SCIASCIA; gli SFERRAZZA (o SFIRAZZA); sono     
  •  
  •         costoro i casati pi— antichi e ricorrenti di Racalmuto nelle     
  •  
  •         carte del 1554. Sposati e fertili hanno bambini da battezzare    
  •  
  •         tra l'otto dicembre del 1553 e il '30 di agustu' del 1554. In    
  •  
  •         quel torno di tempo ci imbattiamo in tre cappellani che          
  •  
  •         benedicono il battesimo: don Vincenzo Colichia, padre Dionisi    
  •  
  •         Lumbardo e don Antonio La Matina.                             !!!
  •  
  •         Per curiosit… ma anche per obiettiva rilevanza, trascriviamo     
  •  
  •         il primo atto di battesimo: ''Die 8 xbris (1553), lu figlio di   
  •  
  •         Girolamo La Lione alias Inferno nomine Mariano (Š stato          
  •  
  •         battezzato). Li compari: mastro Jacomo Picuni e mastro           
  •  
  •         Agustino Sarachi; la commari Joanna di Puma di Petro.            
  •  
  •         Presbiter Vincenzo Colichia''. Quel che rileva Š la presenza     
  •  
  •         di ben due 'mastri' fra i padrini. Racalmuto, dunque, in quel    
  •  
  •         periodo non Š solo un centro contadino o una baronia             
  •  
  •         strettamente agricola sotto il dominio dei baroni Del Carretto   
  •  
  •         (questi - si sa  - assurgeranno a conti nel 1576) ma un'alacre   
  •  
  •         cittadina con una diffusa maestranza. E' da pensare che          
  •  
  •         siffatta maestranza fosse preminentemente edile. Castello        
  •  
  •         baronale, espansione urbana e costruzione di nuove chiese        
  •  
  •         determinavano, di certo, un boom edilizio cui soccorrevano       
  •  
  •         muratori locali e specialisti dei pi— evoluti centri vicini.     
  •  
  •         Riscontriamo, cos, cognomi che stanno a testimoniare            
  •  
  •         l'origine di molti immigrati: Giuliano di Girgenti; Agostino     
  •  
  •         di Modica;  Gian Antonio Piemontese; Pietro di Aversa; Vitu lu   
  •  
  •         Sardu; Giseppi di Milazzo.                                       
  •  
  •         E' da escludere, per•, che allora Racalmuto fosse un              
  •  
  •         paese minerario. Lo zolfo diverr… rilevante solo a met…          
  •  
  •         dell'ottocento, in ispecie dopo l'introduzione dei forni         
  •  
  •         ideati dall'ing. GILL.                                        !! 
  •  
  •         Come nota di costume, Š da annotare che ogni battesimo era       
  •  
  •         assistito da due padrini. Costoro - piuttosto ricorrenti - non   
  •  
  •         sembrano legati da vincoli di parentela con la famiglia del      
  •  
  •         battezzato, ma appaiono pi— che altro in veste di notabili: la   
  •  
  •         gente di rispetto di allora. Se Š cos, la loro ricognizione     
  •  
  •         ha un certo peso: Antonio Montiliuni, Nardo Falletta, Bartolo    
  •  
  •         Brucculeri, Cosimo Macaluso, Paolo Rosina, Pietro Vurzellino,    
  •  
  •         Nardo di Alaimo, Jacomo Blundo, Mariano Agro', Bastiano          
  •  
  •         d'Acquista, Lorenzo Curto, Paolo di Vigna, Nardo di Mule',       
  •  
  •         Santo di Puma, Francesco di Giglia, Nardo La Licata, Antonio     
  •  
  •         Parisi, Michele Taibi, Pietro Varneri, Cesare d'Acquista,        
  •  
  •         Stefano Busuito, Pietro di Gueli, Antonino Giglia, Mariano di    
  •  
  •         Mule', Jacopo Giarrizzo, Paolo Murriali, Girolamo Volpe,         
  •  
  •         Lionardo La Lumia, Bastiano Macaluso, Pietro di Puma, Giovanni   
  •  
  •         La Licata, Mariano La Lumia, Andrea Lo Brutto, Antonio Lo        
  •  
  •         Brutto, Minicu Nalbuni, Pietro Alfano, Nino La Mendola, Pietro   
  •  
  •         Taibi, questi i maggiorenti della Racalmuto di met… secolo       
  •  
  •         quindicesimo. Gli atti di battesimo ci dicono anche che il       
  •  
  •         notaio di allora era Matteo Damiano. Dato che conferma, per      
  •  
  •         altro verso, l'importanza di Racalmuto ove esercita con          
  •  
  •         profitto un professionista notaio.                            !! 
  •  
  •         Accanto ai 'compari' di battesimo abbiamo la 'commari'.          
  •  
  •         Codesta non ha rapporti di parentela o di affinit… coi           
  •  
  •         padrini, non Š mai la moglie di uno di questi. La sua funzione   
  •  
  •         sembra essere tutta religiosa. A lei si affida il compito        
  •  
  •         della futura educazione  del neonato. Talora la                  
  •  
  •         madrina Š una suora o una delle tante terziarie (francescane,    
  •  
  •         agostiniane, etc.) Doveva comunque trattarsi di pie donne,       
  •  
  •         assidue frequentatrici della chiesa Madre. Quando si aveva una   
  •  
  •         battezzanda, a costei spesso si                                  
  •  
  •         dava lo stesso nome della 'commari' a                            
  •  
  •         comprova che in ogni caso la figura della 'madrina' era molto    
  •  
  •         considerata. Ne forniamo un primo elenco: Giovanna di Puma;      
  •  
  •         Paola di Nunzia; Fiuri Salvagio; Girolama La Mantia; Graziella    
  •  
  •         Murriali; Angela la Guarnera; Angela Vella; Laura Bucculera;     
  •  
  •         Giovannella La Mantia; Billizza Laudica; Giovannella Sansone;    
  •  
  •         Sabella Di Liberto; Caterina Laurita; Ioannella Tudisca;         
  •  
  •         Caterina La Licata; Francesca la Taverna; Betta la Biunda;       
  •  
  •         Joannella la Puma; Joannella la Belloma; Pitruzza Terranova;     
  •  
  •         Lorenza la Curdara; Girolama la Miliota; Francisca la            
  •  
  •         Murriala; Paola Garlisi; Caterina Sanfilippa; Bianca la          
  •  
  •         Spagnola; Caterina la Garlisa.                                !!!
  •  
  •         Dal dicembre 1553 all'agosto 1554 sono stati dunque registrati   
  •  
  •         n. 105 battesimi. Non Š pertanto infandato pensare che le        
  •  
  •         nascite annue si aggirassero sulle 140. Il TINEBRA MARTORANA     
  •  
  •         (cfr. il suo RACALMUTO: memorie e tradizioni, pag. 105)          
  •  
  •         riferisce che Racalmuto contava nel 1548 890 case e quasi 4000   
  •  
  •         abitanti (ascesi nel 1595 a 4447). Se cos Š, il quoziente di    
  •  
  •         natalit… a met… del secolo XVI era del 35 per mille, alla        
  •  
  •         stregua di quanto registrato nel 1901 per tutta la Sicilia, ma   
  •  
  •         molto al di sotto del quoziente della stessa Sicilia avutosi     
  •  
  •         nel 1861 (42,20 per mille), stando allo studio di Gino           
  •  
  •         Longhitano: la dinamica demografica (in La Sicilia, volume       
  •  
  •         della Storia d'Italia, ed. Einaudi, pag. 987).                !!!
  •  
  •         La mortalit… infantile dell'epoca era molto alta, come vedremo   
  •  
  •         analizzando i libri dei morti della stessa Matrice, cos come    
  •  
  •         era breve la vita media. Nell'ambito dei 105 battezzati,         
  •  
  •         abbiamo una prevalenza di maschietti (55) sulle bambine.      !  
  •  
  •         I nomi sono quasi tutti gentili: abbondano i Francesco,          
  •  
  •         Angelo, Giuseppe, Pietro, Natale, Girolamo per i maschi;         
  •  
  •         Giovanna, Stefana, Antonina per le donne. Al contempo,            
  •  
  •         affiorano nomi graziosi come Giovanna Chiara, Palma, Novella;    
  •  
  •         Giulio, Rodamonte, Barnaba, Marco, Ottaviano, Bartolo.           
  •  
  •         Non sono ancora diffusi nomi del tipo: Calogero (nome            
  •  
  •         diffusosi attorno al 1750) o Crocifissa o Salvatrice.         !!!!
  •  
  •         RACALMUTO NEL 1564                                            !!!!
  •  
  •         Il quinterno successivo riguarda il 1564: dunque dieci anni      
  •  
  •         dopo. E' diviso in due parti: la prima attiene ad alcuni         
  •  
  •         introiti da matrimoni celebrati; la seconda contiene le          
  •  
  •         annotazioni sui crediti vantati per battesimi.Illeggibili le     
  •  
  •         prime due colonne e neppure agevole la lettura delle altre per   
  •  
  •         la consunzione del tempo. In ogni caso, abbiamo traccia di ben   
  •  
  •         38 matrimoni che se riguardano un anno intero comportano un      
  •  
  •         quoziente di nuzialit… pari a 9,5 per mille (mantenendo fisso    
  •  
  •         il numero di abitanti in 4.000) ben superiore a quello del       
  •  
  •         1861 dell'intera Sicilia (7,33) e del 1901 (7,43), riferendoci   
  •  
  •         sempre allo studio del LONGHITANO prima citato.  Si pagavano 2   
  •  
  •         tari' e 7 grani per essere 'inguaggiati et spusati'.          !! 
  •  
  •         A titolo meramente indicativo, trascriviamo due registrazioni    
  •  
  •         matrimoniali, le quali invero sono le sole che abbiano una       
  •  
  •         qualche compiutezza; il resto non Š apparso suscettibile di      
  •  
  •         integrale decifrazione. Al n. 39 si ha dunque: '' Matte' di      
  •  
  •         Noto f. di Luca et Joannella di Noto cum Angiluzza f. di         
  •  
  •         mastro Jacumu et Betta di Blundo in g. et sp. (inguaggiati et    
  •  
  •         spusati), p.nti (presenti) Lisi La Regina, Antonino Labbati et   
  •  
  •         Francesco Bucculeri Chillici.....tt. (tari') 2 e 7 (grani).      
  •  
  •         PAGAU.' Al n. 36 abbiamo: ''Adi' 26 ditto (26 agosto 1564) -     
  •  
  •         Petru Sfirrazza f. di Nardu et Pina di Sfirrazza cum Diana f.    
  •  
  •         di mastro Bastiano et quondam (fu) Sicilia di Nobili, presenti   
  •  
  •         Santu Curtu, Cesari di Puma et Nardu di Miceli'. Nel             
  •  
  •         complesso, per quel che si riesce a decifrare, veniamo a         
  •  
  •         conoscere gli estremi delle nozze fra le seguenti famiglie: un   
  •  
  •         Falletta con Joannella Alaimo; Juliano di Pani con Vincenza di   
  •  
  •         Averna; Luciano Pirrera con Antonella di Minico; un Arrigo con   
  •  
  •         Lauria Puma figlia di Jacomo e Rosa Puma; un La Matina con       
  •  
  •         Rosa di Blundo; un Casali con una Mule'; un Napuli con Agata     
  •  
  •         Santangela; un Sanfilippo con una La Rocca; un altro             
  •  
  •         Sanfilippo (Nardu) con Narcisa Arrigo; Paolino Romano con         
  •  
  •         Sabella Vulpi; Agustino Facciponti con Cuntissa Lu Portu;        
  •  
  •         Cesaru Picuni con Lauria La Licata Infernu. Il matrimonio tra    
  •  
  •         Cataldo lu Porco e Vincenza Pisano dovette essere di rilievo     
  •  
  •         se tra i testi troviamo 'don Cesaro lo Carretto' che ha tutta    
  •  
  •         l'aria di appartenere ai locali baroni del Carretto. Tra         
  •  
  •         genitori e testi rileviamo ben 6  'mastri': mastro Francisco     
  •  
  •         di Girgenti; mastru Vartulu Raspanti; mastro Antonino            
  •  
  •         Cacciaturi; mastro Jacumu di Blundo; mastro Pompeo Pisano e      
  •  
  •         mastro Bastiano di Nobili. Anche da questi dati, abbiamo la      
  •  
  •         conferma che a Racalmuto del '500 le maestranze erano vaste ed   
  •  
  •         operose. Se i cognomi sono indicativi, resta fondata l'ipotesi   
  •  
  •         di tanti immigrati a Racalmuto nel settore dei mestieri.         
  •  
  •         Cognomi come Jo Antonio Piamontisi, Jo Sequales e Nardo          
  •  
  •         Montiliuni fanno pensare ad una locale burocrazia proveniente    
  •  
  •         dal di fuori della Sicilia, ed in un caso di indubbia origine    
  •  
  •         spagnola. Altre famiglie di spicco sono reperibili fra        !! 
  •  
  •         quell'incerta documentazione matrimoniale. Segniamo qui: La      
  •  
  •         Mantia; Carlino; Asaru; Palermo; Cullura; Vaccari (Pietro),      
  •  
  •         Amella; Tabuni; Taibi; Scibetta; Cavallaru; Costi; Vella;        
  •  
  •         Virtulino e Castronovo.                                       !!!!
  •  
  •         La seconda parte del fascicolo Š di natura meramente             
  •  
  •         contabile, anche se concerne alcuni battesimi celebrati nel      
  •  
  •         1564. E' tenuta a doppia colonna: da una parte la causale e      
  •  
  •         dall'altra l'andamento del credito. Sembra che si tratti         
  •  
  •         dell'affitto di alcuni indumenti battesimali: coxini (piccole    
  •  
  •         cotte), tovaglie; collaricchi (collettini); falde; cordelli      
  •  
  •         russi (cordoncini rossi); faxe (fasce); vilo di sita (velo di    
  •  
  •         seta); chiumazzella (piccolo cuscino); falda di pannizzu. La     
  •  
  •         tariffa Š fissa: tt. 1 - 10 (un tari' e 10 grani). Nella         
  •  
  •         seconda parte del registro, viene segnata una formula usuale:    
  •  
  •         'divi aviri...tt.1-10'. L'evidenza risulta alla fine cassata     
  •  
  •         con un grande taglio a forma di 'X'. I dati, riferendosi a       
  •  
  •         soli n. 34 battesimi che vanno dall'ottobre 1563 all'agosto      
  •  
  •         1564, fanno pensare, appunto, ad un affitto di indumenti  e      
  •  
  •         fanno arguire che il resto dei battesimi ( per lo meno, altri    
  •  
  •         110) di quell'anno sia avvenuto con vestiario di propriet…,      
  •  
  •         oppure, pi— verosimilmente, senza orpelli.                    !  
  •  
  •         Il documento testimonia del dialetto siciliano dell'epoca che    
  •  
  •         non sembra discostarsi di molto da quello attuale. A tal fine    
  •  
  •         segnaliamo altri lemmi ed alcune espressioni: 'nu morsu di       
  •  
  •         pezza'; 'si ristau per lu dittu debitu'; 'divi aviri'; 'uno      
  •  
  •         coxino cun lu pertuso'; 'divi aviri tt.1-10 e l'appi patri       
  •  
  •         Nicola'; 'un coxino cu li lenzi russi et una tovaglia            
  •  
  •         intagliata cu li fiuri'; 'uno coxino et una tovaglia vecchi';    
  •  
  •         'jennaru'; 'maiu'; 'virdi'; 'cu certi pannizzi'.              !! 
  •  
  •         Se quelli che pagavano un tari' e 10 grani per agghindare i      
  •  
  •         battezzandi erano gli appartenenti al ceto medio della           
  •  
  •         Racalmuto del cinquecento, eccone il significativo elenco:       
  •  
  •         Natali Falletta; Nuzzu Cozzu; Matte' Montiliuni;  Jo Macaluso    
  •  
  •         di Nardu; Antonino di Polito; Pietro La Matina; Francesco        
  •  
  •         Virguni; Philippo La Licata di Antonino; Andria Chinnirella;     
  •  
  •         Antonio di Liberto; Pietro di Lintini; Jacomo Casuccia (che      
  •  
  •         esige 'uno coxino cu li cordelli russi'); Marco Calichi;         
  •  
  •         Juliano di Pani (che vuole 'una faxa cu certi pannizzi et uno    
  •  
  •         collaricchiu'); Paolo Amorella; Simuni Vitellu (anche qui si     
  •  
  •         ha 'uno coxino cu li cordicelli russi'); Antonino Cardala;       
  •  
  •         Antonino Lu Sardo; Antonino Amella; Francesco Romano; Cola di    
  •  
  •         Migliuri; Petru Randazzo; Battista Rizzu; Cola Bucculeri;        
  •  
  •         Pietro Purcello; Antonino Borsillino (che pretende 'un coxino    
  •  
  •         cu li lenzi russi et una tovaglia intagliata cu li fiuri'        
  •  
  •         sempre per un tari' e 10 grani); Antonino Rizzo di la Favara;    
  •  
  •         Jo Antonio di Puma; Bastianu Macalusu; Martinu Catanisi;         
  •  
  •         Antonino di Benedittu; Girolamo Gargo e Jo Collura.           !!!!
  •  
  •         L'ESPLOSIONE DEMOCRATICA DEL 1570-1571                        !!!
  •  
  •         La nostra ricerca si estende                                     
  •  
  •         ad un fascicolo di battesimi che dal primo                       
  •  
  •         di ottobre del 1570 ci conduce passo passo fino al 9 ottobre     
  •  
  •         del 1571. Segue un elenco di donne per la                        
  •  
  •         gran parte coniugate. I primi tre fogli sono illeggibili per     
  •  
  •         l'inchiostro sbiaditosi nel tempo per effetto di acqua           
  •  
  •         cadutavi sopra. Il senso di quell'elenco sfugge del tutto.       
  •  
  •         Eccone alcuni stralci:                                        !  
  •  
  •         - Geronima m. (moglie) di Santo Favara;                       !  
  •  
  •         - Geronima m. di Nino Barba;                                  !  
  •  
  •         - Vicenza la Pitruxella;                                      !  
  •  
  •         - Antonia la Pantanedda;                                      !  
  •  
  •         .....                                                         !  
  •  
  •         - Lauria m. di Nardo lu Sardo;                                !  
  •  
  •         - Antonella m. di Jacubo Barba;                               !  
  •  
  •         - Margarita m. di Paulino Boscarino;                          !  
  •  
  •         ......                                                        !  
  •  
  •         - Margarita la Manna;                                         !  
  •  
  •         - Catrina la Pitruxella.                                      !! 
  •  
  •         Il fascicolo - come altri della specie, del resto - fu           
  •  
  •         soggetto ad attento esame nel settecento, interpolato e forse    
  •  
  •         manomesso. In un punto viene cos annotato con bella             
  •  
  •         calligrafia del '700: 'Die 3 Aprilis 1571. ALGOZINI Archip.r     
  •  
  •         1731'.                                                        !! 
  •  
  •         Se le manipolazioni del '700 non hanno del tutto falsato la      
  •  
  •         raccolta di atti battesimali, siamo in presenza di un dato       
  •  
  •         attestante una vera esplosione demografica in quel frangente:    
  •  
  •         trattasi di ben 238 atti di battesimo, che, se ristretti ad un   
  •  
  •         periodo di un anno intero, scendono a 229 battesimi              
  •  
  •         rappresentanti un quoziente di natalita' - ipotizzando la        
  •  
  •         popolazione di allora in 4500 abitanti - del 50, 89 per mille    
  •  
  •         che risulta incrementato del 45,4% rispetto al quoziente prima   
  •  
  •         calcolato per il 1554.                                        !  
  •  
  •         Notiamo, pure, una inversione di tendenza: la natalit…           
  •  
  •         infantile femminile Š, ora, maggiore di quella maschile (il      
  •  
  •         52,10% sulle nascite complessive del periodo ammontanti a        
  •  
  •         238). Si snodano, in questo documento, i capostipiti             
  •  
  •         dell'intero tessuto familiare racalmutese, per la gran parte     
  •  
  •         ancor oggi presente. Oltre ai cognomi prima annotati,            
  •  
  •         emergono le varie famiglie dei Gagliano, Vivona, Conti, Vento,   
  •  
  •         Graci, Russello, Judici, Dinolfo, Micciche', Zauna, Curdaro,     
  •  
  •         Lo Re, Falarifixi, Falci, Taverna, Ciraulo etc.               !  
  •  
  •         Notiamo qui - e ci• varr… per tutto il Cinquecento - che le      
  •  
  •         grandi famiglie dell'Ottocento quali i Matrona ed i Tulumello    
  •  
  •         non sono ancora apparse nelle carte parrocchiali della           
  •  
  •         Racalmuto dell'epoca.                                         !  
  •  
  •         Le maestranze si accrescono vieppi—; emergono, infatti, i        
  •  
  •         seguenti 'mastri': m.o Mariano Pitruxella, m.o Andria            
  •  
  •         Castronovo; m.o Giuliano Giglia; m.o Paolo Castronovo; m.o       
  •  
  •         Paolo Brigantino; m.o Jacomo Puma; m.o Pietro Moranda; m.o       
  •  
  •         Julio Cannatello; m.o Jo Gulpi; m.o Minico Genua; m.o Carlo      
  •  
  •         Facciponti; m.o Pietro di Girardo; m.o Giuseppe Blundo; m.o      
  •  
  •         Gian Battista Romano; m.o Gerlando Arrigo; m.o Antonino          
  •  
  •         Tabuni; m.o Antonuzzu di Arnuni; m.o Antonino Jacupunello;       
  •  
  •         m.o Francesco Pitricella, m.o Arrigo Presti, m.o Arrigo          
  •  
  •         Benigno, m.o Giuseppe Cacciaturi, m.o Francisco Cacciaturi,      
  •  
  •         m.o Pasquali lu Longu, m.o Mariano Simuni, m.o Antonuzzu         
  •  
  •         Millardu, m.o Gireri San Mariano. m.o Arrigo Bino                
  •  
  •         e  m.o Antonino Falletta. 29 'mastri' non sono pochi,            
  •  
  •         oltre il 10% dei nuclei familiari menzionati. Alcuni             
  •  
  •         di loro  - quali il Genua, lo                                     
  •  
  •         Jacupunello, il Moranda, il Brigantino - fanno congetturare di   
  •  
  •         essere 'mastri' immigrati. Racalmuto prospera pu• permettersi    
  •  
  •         ora per lo meno due notai: il notaro Benedetto di Amella, che     
  •  
  •         padre di un bambino gli da' l'inconsueto nome di VENTIANO, ed    
  •  
  •         il notaro Cola Montiliuni. Personaggi di spicco non mancano e    
  •  
  •         questi vengono ossequiati spagnolescamente anche negli atti      
  •  
  •         austeri dell'archivio parrochiale con un rispettoso 'don'.       
  •  
  •         Rientrano fra tali gentiluomini della Racalmuto del 1571 'don'   
  •  
  •         Filippo La Tona e 'don' Pietro Sabella.                       !  
  •  
  •         Le testimonianze sul clero di Racalmuto in quel torno di tempo   
  •  
  •         sono segnatamente esplicative di una presenza assidua e di una   
  •  
  •         composizione molto numerosa, segno di un centro molto            
  •  
  •         importante e relativamente ricco di mezzi di sostentamento per   
  •  
  •         sacerdoti laici e regolari, ed anche per suore. Tra le           
  •  
  •         madrine, in cinque battesimi figurano religiose. Due di loro     
  •  
  •         - Soro Palma di Aidoni e soro Palma di Jandridochi - hanno       
  •  
  •         l'aria di forestiere che dovettero ben trovarsi a Racalmuto,     
  •  
  •         tanto da venire chiamate a fare da 'commare'.                 !  
  •  
  •         Il folto clero annovera: don Gerlando e don Vincenzo Averna,     
  •  
  •         don Giovanni Cacciaturi, don Antonino d'Auria, don Giuseppe      
  •  
  •         Garambula, don Antonino La Matina, don Antonino Lumia, don       
  •  
  •         Michele Miccichi, don Filippo Macina e don Giuseppe Nicastro.    
  •  
  •         Son dieci sacerdoti che hanno officiato nei battesimi e sono     
  •  
  •         quindi da considerare attivi, in qualit… di cappellani.          
  •  
  •         Qualche volta vengono chiamati a fare da 'compari': capita a     
  •  
  •         don Vincenzo Averna, a don Michele Miccichi                      
  •  
  •         e a don Giuseppe Garambulo. Un altro                             
  •  
  •         sacerdote Š presente talora ai battesimi come 'padrino' senza    
  •  
  •         officiare e trattasi del 'presbiter' Monsirrato di Agro'.     !!!
  •  
  •         LA CRESCITA DEMOGRAFICA CONTINUA ANCHE NEL 1576               !!!!
  •  
  •         Risparmiato dalle ingiurie del tempo e giunto fino a noi Š un    
  •  
  •         altro interessante fascicolo che raccoglie di atti di            
  •  
  •         battesimo dal primo novembre 1575 al 28 maggio 1576. Sono        
  •  
  •         segnati n. 167 battesimi. In ragion d'anno, pu• sostenersi che   
  •  
  •         nacquero in Racalmuto sui 285 bambini e cioŠ vi fu un            
  •  
  •         quoziente di natalit… superiore al 60 per mille (incremento      
  •  
  •         del 19,69% rispetto a cinque anni prima). L'attendibilit… del    
  •  
  •         calcolo non sembra dubitabile, a meno che la popolazione         
  •  
  •         dell'epoca fosse ben maggiore dei 4700 abitanti accreditati.  !  
  •  
  •         La presenza dei del Carretto Š ora testimoniata dalla            
  •  
  •         circostanza che una Betarice del Carretto acconsente a fare da   
  •  
  •         'commare' l'11 dicembre del  1575 nel battesimo di una bambina   
  •  
  •         Vincenza,  figlia del notabile Pietro di Agro'. Il padrino Š     
  •  
  •         Vincenzo Canigliaro. Celebra il battesimo padre Vincenzo di      
  •  
  •         Averna che abbiamo gi… conosciuto fra i cappellani operanti in   
  •  
  •         Racalmuto nel quinquennio precedente.                         !  
  •  
  •         L'espansione demografica porta ad un accentuarsi                 
  •  
  •         dell'omonimia: il soprannome o la 'ingiuria' si diffonde ai      
  •  
  •         fini di evitare confusione. Tali soprannomi sono spesso          
  •  
  •         rivelatori di aspetti sociali ed economici non proprio           
  •  
  •         trascurabili. Qualche Sfiraza Š contraddistinto come un          
  •  
  •         Falchotta (che lascia pensare a qualche feudo di propriet…)      
  •  
  •         per distinguerlo da un omonimo che viene invece indicato come    
  •  
  •         Tuminello o da altro chiamato pure Bozaro; un Ruggeri Š          
  •  
  •         soprannominato Scaccia con evidente riferimento alla localit…    
  •  
  •         ancor oggi cos indicata; Antonella Montana Š intesa come 'lu    
  •  
  •         Caliato'; abbiamo cos un SALVO-BRIGALINO.                        
  •  
  •         Altre 'ingiurie' palesano aspetti fisici o morali o              
  •  
  •         professionali. Gli Amella sono 'Granusi'; Lu Sardu Š Polito;     
  •  
  •         Cesaro di Agro' Š Mancuso; un altro Agro' Š 'lu Russu'; un       
  •  
  •         Amella risulta Predicatori; un Graci diviene Fellarangi          
  •  
  •         (affetta arance ?); Bartolomeo Vitale Š Catalano; Girolamo       
  •  
  •         La Licata risulta 'Critaro'. Alcuni doppi                        
  •  
  •         cognomi stanno a significare l'unione di talune importanti       
  •  
  •         famiglie con la combinazione di matrimoni: abbiamo cos gli      
  •  
  •         AMELLA-BARTOLOTTA; i DORIA-CASUCCIO (e sembra qui che i DORIA    
  •  
  •         siano oriundi liguri come i Del Carretto, cui forse erano         
  •  
  •         legati da vincoli di parentela); i ROTULO-BATTAGLIA; i           
  •  
  •         MACALUSO-CURCIO, i MARTORANA-RE.                                 
  •  
  •         Si diffondono, del pari, cognomi                                 
  •  
  •         particolarmente espressivi: La Mendola; Provinzano; Marturana;   
  •  
  •         Introna; Blundo; Formusa; Pirrera; lu Brutto; lu Maligno; lu     
  •  
  •         Longo; Curto; Cacciaturi; lu Bello; Gulpi; La Matina; Lu         
  •  
  •         Chichiro; Bucculeri; La Lumia; Barberi; Bursellino; Balduni;     
  •  
  •         Bellomo; Pullicino; Gangarussa; Cavallaro; Lumbardo; Burgio;     
  •  
  •         La Cipolla; Termini; Cavarello; Jacuzzo; Favara; Tudisco;        
  •  
  •         Ristivo; Falletta; Amurella; Puma; Gagliano; Lu Conti;           
  •  
  •         Capoblanco; Picuni; Vaccari; Lupo; Pitralia; Picuraro;           
  •  
  •         Gulisano; Malaspina; Guastella; Crixafo; Firraro; Nalbuni;       
  •  
  •         Vigna; Cavaleri.                                              !! 
  •  
  •         L'antica origine araba sempre comprovata dalla presenza di       
  •  
  •         cognomi quali gli Alaimo, i Macaluso, i Taibi, i Martorana       
  •  
  •         etc.: ceppi importanti ma non maggioritari.                   !  
  •  
  •         Mi sia qui permessa una divagazione molto personale: nel         
  •  
  •         fascicolo trovo - dopo un accenno ad un appartenente alla        
  •  
  •         mia famiglia del 1554 - un secondo riscontro della presenza      
  •  
  •         dei Taverna in quel di Racalmuto. Il 26 febbraio del 1576 i      
  •  
  •         coniugi Paola e Mariano Amella-Cimbiririllo battezzavano il      
  •  
  •         loro figliolo Rocco.                                             
  •  
  •         Veniva chiamata a far da 'commare' Francesca 'la muglieri di     
  •  
  •         Jacumu Taverna'. 'Lu compari Rugeri La Scalia'. L'Amella Š un    
  •  
  •         'mastro'. Per altro verso, abbiamo una ulteriore riprova che     
  •  
  •         la funzione della 'madrina' Š essenzialmente di natura           
  •  
  •         religiosa e non sussiste ancora l'usanza di utilizzare coniugi   
  •  
  •         o parenti per la coppia di padrino e madrina. Quanto afferma     
  •  
  •         Maria Pia Demma ( cfr. il suo 'Percorso Biografico e             
  •  
  •         Artistico' in Pietro Asaro  "il Monocolo di Racalmuto",          
  •  
  •         Racalmuto 1985. pag. 30) non risulta fondato. NŠ nel caso        
  •  
  •         della nostra antenata nŠ nella copiosa documentazione sulla      
  •  
  •         composizione delle coppie di 'compare' e 'commare' i 'padrini    
  •  
  •         erano scelti fra le coppie di sposi, diversamente da quanto      
  •  
  •         afferma la Demma. Se quindi un Pietro Asaro risulta presente a   
  •  
  •         Racalmuto 'come padrino di battesimo di una bambina', la         
  •  
  •         circostanza che vede  in quel battesimo  come madrina            
  •  
  •         una certa 'Antonia Fubella' non significa affatto che il         
  •  
  •         'd'Asaro non era ancora sposato'. La Demma, del resto, non da'   
  •  
  •         per 'probante' la circostanza. I nostri documenti comprovano     
  •  
  •         la totale irrilevanza dell'evenienza.                         !  
  •  
  •         Varie volte Š stata sottolineata la peculiarit… del ruolo        
  •  
  •         delle 'madrine' nei battesimi. Fra le pi— ricorrenti abbiamo:    
  •  
  •         Vincenza Casuccio-Doria; Vincenza di Salvo; Laura Vinciguerra;   
  •  
  •         Caterina Pitralia; Betta Capoblanco; Fiuri Camalleri; Mariella   
  •  
  •         di Giglia; Fiuri di Gasparo; Juannella di Amella; Margherita     
  •  
  •         la Guastella e Bianca Cavaleri. Sora Palona e Suor Giulia La     
  •  
  •         Licata sono suore apprezzate se vengono chamate a fare da        
  •  
  •         'madrine'.                                                    !  
  •  
  •         Il clero ministrante Š ora composto da: padre Lisi               
  •  
  •         Provenzano; don Vincenzo Averna (quello operante anche nel       
  •  
  •         1571) e solo per un paio di battesimi, alla fine di maggio del   
  •  
  •         1576, ritorno padre Gerlando di Averna.                       !  
  •  
  •         Giovan Battista Montiliuni Š sempre il notaio del paese: Š il    
  •  
  •         'padrino' di Stefanella Caterina, figlia di Antonino e           
  •  
  •         Marchisa Sauni. La madrina Š, invece, 'Maruzza muglieri di       
  •  
  •         Lixandro La Barbera'.                                         !! 
  •  
  •         Si accrescono le maestranze locali. I nomi nuovi sono: m.o       
  •  
  •         Paolo Bucculeri; m.o Francesco Balduni; m.o Rugeri La Scalia;    
  •  
  •         m.o Matte' Bucculeri; m.o Antonino Montana; m.o Paolo            
  •  
  •         Cacciaturi; m.o Gasparo Montiliuni; m.o Rugeri di Salvo; m.o     
  •  
  •         Pasquale di Lungu; m.o Giacomo Bursellino; m.o Angilo            
  •  
  •         Favarisi; m.o Antonino Alletto e m.o Paolo La Cipolla.        !  
  •  
  •         Una curiosita': il primo gennaio 1576 vengono battezzati due      
  •  
  •         gemelli Francesco e Giuseppe, figli di Michele Salvagio: la      
  •  
  •         coppia dei padrini Š costituita da Gerlando Marturana e da       
  •  
  •         Giuliano Lo Sardo; la madrina Š Caterina Pitralia.            !! 
  •  
  •         RACALMUTO NEL 1584                                            !!!!
  •  
  •         Gli atti battesimali a nostra disposizione per questa prima      
  •  
  •         ricerca ci portano, con un salto di otto anni, al 1584. Il       
  •  
  •         relativo fascicolo appare manomesso varie volte (prima nel       
  •  
  •         settecento e poi in questo secolo). Le registrazioni             
  •  
  •         riguardano il periodo 30 dicembre 1583-25 ottobre 1584, ma per   
  •  
  •         disordine iniziale e successiva manomissione non risultano in    
  •  
  •         regolare successione. Nel primo foglio sono annotati battesimi   
  •  
  •         relativi ai giorni 21, 24, 25 e 27 'Januarii'. L'indicazione     
  •  
  •         dell'anno 1584 in testa ed a margine sinistro del foglio Š del   
  •  
  •         'Settecento ma Š attendibile.  Giunti al 26 settembre 1584 (la   
  •  
  •         precisazione che trattasi della XIII indizione Š autentica e     
  •  
  •         corretta essendo in uso la periodizzazione 'bizantina') vi Š     
  •  
  •         un salto al 30 dicembre (1583, precisa il notista del            
  •  
  •         Settecento). Gli atti proseguono quindi regolarmente per il      
  •  
  •         periodo 30 dicembre 1583-20 gennaio 1584 per riprendere le       
  •  
  •         interrotte trascrizioni relative al settembre 1584. Il           
  •  
  •         fascicolo Š cucito con tale interpolazione e tutto lascia        
  •  
  •         pensare che la confusione sia avvenuta nella ricognizione del    
  •  
  •         diciottesimo secolo. Fu in questo secolo che si ebbe in          
  •  
  •         Agrigento la visita apostolica del De Ciocchis che impose il     
  •  
  •         rispetto delle direttive romane in materia di tenuta degli       
  •  
  •         archivi ecclesiastici (sul De Ciocchis cfr. Paolo Collura -      
  •  
  •         Le piu' antiche carte dell'Archivio Capitolare di Agrigento -    
  •  
  •         Palermo 1961, pag. X). Scrive il Collura: '...per trovare il     
  •  
  •         primo dettagliato, se non completo, inventario del Tabulario     
  •  
  •         agrigentino bisogna aspettare il 1741-1742, anno della visita    
  •  
  •         del diligentissimo mons. Angelo De Ciocchis: egli prescrisse     
  •  
  •         l'applicazione delle sagge norme dettate da Benedetto XIII       
  •  
  •         nella bolla MAXIMA VIGILANTIA del 1727'. La prescrizione valse   
  •  
  •         evidentemente anche per l'archivio parrocchiale di Racalmuto.    
  •  
  •         La bolla, comunque, ebbe in luogo i suoi effetti gi… prima,      
  •  
  •         come dimostra l'annotazione dell'arciprete  Algozini fatta nel   
  •  
  •         1731 sul registro dei battesimi del 1571 che abbiamo avuto       
  •  
  •         modo di segnalare.                                            !! 
  •  
  •         Ricostruito l'ordine cronologico di quegli atti battesimali,     
  •  
  •         abbiamo conferma della crescita demografica di Racalmuto. Dal    
  •  
  •         30 dicembre 1583 al 25 ottobre 1584 si hanno 194 battesimi,      
  •  
  •         con un quoziente di natalit… in ragione di anno calcolabile      
  •  
  •         sul 54 per mille (inferiore a quello del 1576, ma pur sempre     
  •  
  •         elevato).                                                     !! 
  •  
  •         Ora, per•, sono i maschi ad avere il sopravvento sulle femmine   
  •  
  •         (108 contro 86). I battesimi si concentrano in gennaio (27),     
  •  
  •         febbraio (27), maggio (17), settembre (29) e ottobre (21); si    
  •  
  •         diradano a marzo (14), aprile (12), giugno (13), luglio (15) e   
  •  
  •         agosto (16). Natalit… invernale ed esodo estivo nelle campagne   
  •  
  •         possono spiegare il fenomeno.                                 !  
  •  
  •         Segnaliamo la nuova composizione delle maestranze tra le quali   
  •  
  •         ora figurano: m.o Paolino di Conti; m.o Giseppi di Pino; m.o     
  •  
  •         Antoniuzzu Travali; m.o Paolo d'Amico; m.o Luciano La Manta;     
  •  
  •         m.o Pietro di Naduri; m.o Nardo di Noto; m.o Baldassaro           
  •  
  •         Baruni; m.o Paolo Docturi; m.o Currao Buxema; m.o Julio          
  •  
  •         Castella; m.o Leonardo Carniglia; m.o Cesaru Buxemi; m.o         
  •  
  •         Josephi Infantino; m.o Angilo Madona; m.o Vincenzo Todaro; m.o   
  •  
  •         Masi Bonsignore; m.o Francesco Bavemi; m.o Giseppi la Vigna;     
  •  
  •         m.o Antonio Bosa; m.o Rodolfo Teraso; m.o Vincenzo Barba; m.o    
  •  
  •         Paolo Roxi, oltre a taluni                                       
  •  
  •         'mastri' operanti gi… nei precedenti anni.                    !! 
  •  
  •         Ma sono i notabili che divengono piu'  numerosi e rispettati.    
  •  
  •         Alla spagnola, alcuni di loro vengono ossequiati con un          
  •  
  •         altisonante titolo di 'Magnifico': 'magnifico' Š Giseppe di       
  •  
  •         Poma; Josephi La Lumia; Jacobo di Poma; Martino Rizzo.        !! 
  •  
  •         La diffusione dello spagnolismo pure nella redazione di atti     
  •  
  •         parrochiali emerge dall'uso di titoli quali 'don', 'magister',   
  •  
  •         'dominus'. Negli atti del 1584 ci incontriamo con i seguenti     
  •  
  •         uomini di rispetto: 'dominus' Antonino Ciccarano; 'monsignor'    
  •  
  •         Raneri Fanara; 'magister' Narciso Giandardone; 'don' Agustino    
  •  
  •         Galione; 'monsignor' Gasparo Bona; 'monsignor marchese'          
  •  
  •         Jandodoni; 'missere' Joachin Martino Spagnolo; 'donna Di Lio     
  •  
  •         Catirnella'.  Sono titoli onorifici che sembrano tributati a     
  •  
  •         'forestieri' eccellenti: quei cognomi erano e sono inconsueti    
  •  
  •         a Racalmuto.                                                  !  
  •  
  •         In pieno stile spagnolesco questo atto di battesimo del 23       
  •  
  •         maggio 1584: ' Die 23 di majo - Francesco figlio di lu           
  •  
  •         magnifico Josepi e la magnifica Margaritella La Lumia fu         
  •  
  •         batizato per me don Paolino Paladino. Lu cumpari fui lu          
  •  
  •         magnifico Balsamo (punto corroso); la commari fui la magnifica   
  •  
  •         ... la Galioto'. E' presente nella vita cittadina il notaio      
  •  
  •         Giseppi Curto.                                                !  
  •  
  •         La documentazione del 1584 ci fornisce molti elementi sul        
  •  
  •         clero locale. Sappiamo per certo che a partire per lo meno       
  •  
  •         dall' 11 settembre 1584 arciprete di Racalmuto Š don Michele     
  •  
  •         ROMANO. Cappellani sono di certo: don Monserrato di Agro'; don   
  •  
  •         Francesco Nicastro; don Joseppi d'Averna; don Paolino            
  •  
  •         Paladino; don Lisi Provinzano. Fra i padrini di battesimo        
  •  
  •         troviamo: don Jo Macaluso e il 'diacono' Leonardo Spalletta      
  •  
  •         (che dal febbraio 1584 viene indicato come 'presbiter'). Si      
  •  
  •         desume che, mancando ancora il Seminario, gli aspiranti al        
  •  
  •         sacerdozio si formassero presso la locale chiesa madre: in       
  •  
  •         loco ricevessero gli ordini minori e quindi la consacrazione     
  •  
  •         sacerdotale. Nel frattempo operavano perfettamente inseriti      
  •  
  •         nel contesto sociale del centro urbano, tanto da venire          
  •  
  •         chiamati, ad esempio, quali 'padrini' nei battesimi e,           
  •  
  •         vedremo dopo, anche quali 'testi' nei matrimoni.              !! 
  •  
  •         Il crescente inserimento delle monache nel tessuto sociale lo    
  •  
  •         desumiamo dal diffondersi del costume di chiamarle a 'madrine'   
  •  
  •         nei battesimi. Gli atti ci testimoniano delle seguenti           
  •  
  •         'commari' suore: soro Gianna Randazzo; soro Lauria di            
  •  
  •         Murriali e soro Michelina la Corta.                           !! 
  •  
  •         Il 24 settembre 1584 Lisabetta La Nobili battezza il suo         
  •  
  •         figlioletto Francesco avuto da una relazione illegittima:        
  •  
  •         Padre Francesco Nicastro esplicitamente annota che 'lo patri Š   
  •  
  •         incognito'. Di spicco sono i padrini: 'lo compari fui mastro     
  •  
  •         Cesaro Buxemi et la commari fui Vincenza la Casuccia'. Tra i     
  •  
  •         cognomi ora invalsi quelli pi— significativi ci appaiono:        
  •  
  •         Ragusa; Xangula; Vircico; Fuca'; Cianciana; Modica;  Naduri;     
  •  
  •         lu Grecu; Di Falco; di Capitano; Balgiso; Bordonaro; di          
  •  
  •         Vutera; Turrimuzza; Castagliuni; Caltanissetta e la Saragura. !! 
  •  
  •         Un atto di battesimo ha attirato la nostra attenzione e lo       
  •  
  •         riportiamo per intero in omaggio a Leonardo Sciascia. 'Die 5     
  •  
  •         settembris XIII Indictionis 1584: Marta figlia di Filipo e       
  •  
  •         Marucza di XAXA (id est: Sciascia) fuj batizata per me don       
  •  
  •         Paulino Paladino. Lu conpari fuj  Gilormo lu Conti (il conte     
  •  
  •         Girolamo del Carretto?); la comari fuj Francesca mj (muglierj)   
  •  
  •         di Bernardo Bocoleri':                                        !!!!

  •