mercoledì 23 novembre 2016

Signor Sindaco, gli otto consiglieri della maggioranza hanno formnalmente rinnegato la loro mozione di sfifucia che formalmente e persino nel rispetto delle direttive costituzionali hanno perfezionato nell'unica sede deputata a questi atti di straordinaria amministrazione? No icittadini non settari non manovrabibili con inciuci nucodemici vogliano il massimoo rispettp della LEGGE nell'assoluta correttezza poltica . Lei e l'intero consiglio comunale di fatto e di diritto siete SFIDUCIATI, DECADUTI. Lamento solo l'ignavia delle autorità di vigilanza del settore (PREFETTO, REGIONE MIN: INTERNO) per non essersi ancora adoperate per gli adegeguati e ineludibili provvedimenti. Calogero Taverna
Gentilissimo Signor Sindaco
gent.mo signor Rag. Cicerone
gent.mi signori dell'Ufficio Tributi di Pescorocchiano


Ad onta di tutte le mie doglianze mi vedo recapitare una esosissima richiesta di ben 172.38 euro per Servizio idrico relativo all'annno ancora corrente- (v. Fattura  n° 161 del 17/10/2016 con relativa lettera d'accompagno senza n.° di protocollo).


Richiamo qui tutte le mie precedenti note di contestazione per le arbitrarie vostre  imposizioni tributarie locali.


Ribadisco che per eredità familiare e come bene parafernale un paio di anni fa mi ritrovo ad essere unica proprietaria del collabente di fatto ampio immobile in catasto (che ovvio non è prova giuridica di nulla) A/0 3 fg1 - 20 . n. 299 sub 1


L'immobile avente valore storico (e ovvio sentimentale per me) è di fatto inabitabile. Ma ha un contatore idrico che lor Signori non si sono mai preoccupati di controllare o magari chiedere il consumo raggiunto. E questa Vostra inadempienza rende senza alcun significato il consumo oggi segnato dopo decenni di funzionamento, allorché non lo stabile non era neppure di mia proprietà.


Dopo le lagnanze dell'anno precedente che mi pare siano state accettate eccomi di nuovo a venire ancora tributariamente perseguita  per una enormità (172.28 euro annui) a titolo di consumo acqua che non ho mai effettuato. Senza avere consumato manco una goccia di acqua voi mi chiedete per un anno oltre centosettantadue euro. Non  credete ciò iniquo. Né ditemi che vi soccorre non so quale legge o regolamento o delibera comunale. Nella vicina Fiamignano applicano una modesta tariffa  per gli immobili disabitati. Ciò che vale per Fiamignano non vale per voi?


Già ho contestato il fatto di avermi applicato una tares per due occupanti quando di occupanti in quell'immobile non c'è nessuno e in ogni caso il mio nucleo familiare di fatto e di diritto è soltanto monocellulare.


Tutti possiamo sbagliare. Basta ravvedersi. Nel vostro caso adoperatevi per la debita AUTOTUTELA.


Attendo vostre precisazioni e rettifiche e nel frattempo diffido da qualsiasi atto di rigore che considererei antidoverosamente afflittivo.
Con osservanza
Benedetti Maria BNDMRA39C44G498N

martedì 22 novembre 2016

Gentilissima colendissima Signora Professoressa Andronico di Petralia, dall'alto dei cieli o da ovunquee Ella dovesse essere migrata approva quello che non tanto le Sue degnissime figlie ma extravagans di famigloa e intrusi maritali stanno facendo in palese discrasia dalle dignitose e rigose ultlme volontà del sommo Racamutese?

sabato 19 novembre 2016

 
 
 
 
 
Lillo Taverna ha aggiunto 4 nuove foto.
Adesso
PAT (Patrizia Poce, pittrice, scultrice, artista a tutto tondo ROMANA).
Lungi dal pensare a Moravia : certo allora questa esplosiva donna dei quartieri alti di Roma era di incandescente bellezza, di lucifera avvenenza.
E dopo l'Accademia d' Arte. e dopo un ventennio di grigiori burocratici nei più cupi palazzi romani quelli, ministeriali del Fisco, eccola riprendere pennello e colori ed espodere, e spruzzare sensualità, ardori, passioni, rammarichi. rimpianti, furori.
...
Poi si acquietò. Si credette, però. invasa dalla possanza michelangiolesca e rifiutando colori e devianze oniriche, si mise a scolpire sù sui monti di Carrara.
Altra poetica, altri livori, atra passione, altra distruzione della sua possente femminilià.
A Racamuto venne una primavera. Prese argilla e mattoni e canali e parti canalari di Jachinu e C., nella formace di Scaccia, e contorse, segnò, medellò persino afrodisiache forme. Canali, maduna e pantofili caolini resi tosti e uri pe grande contura di fiamme possento. ora sono esposti al Museo Chiaramontano di Racalmuto. Spero sogno che se ne faccia degna mostra, doveroso riconoscimento, ossequio schietto e devoto.
Calogero Taverna
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
foto di Lillo Taverna.
 
 
 
 
 
 
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giovedì 17 novembre 2016

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Lillo Taverna Lillo Taverna Questa foto resa alllusiva, espressiva, rinchiusa nel fascino del bianco e nero. è non stata sctatta con l'i7pad ma è oera d'arte di u immaginigico 'fotogradìfo" del paese del sale dello zolfo e del caciummo cioè Racalmuto da ALESSANDRO GIUDICE JOYTI, con cui sperp di fare un onirico repoprtage su u paese che odiamo pela paura di amarlo troppo-
Ecco risorgere la nobile seria corrucciata FISAC Banca di Italia. Sindacato CGIL, sindacato colto profondo. Con stile ineccepibile, con linguaggio computo qui si solleva un problema colossale: la natura giurdica della Banca d'Italia. C'è da risolvere un dilemma. Bankit non riducibile ad azienda privata ma non perciò svincolata ad ua "economicità della gestione aziendale". Purtroppo si è lasciata andare alla deriva la politica afflittiva di un Tremonti avverso la Banca d'Itala... e la Banca d'Italia oggi è stretta da lcci e laccioli inverecondi, riducibili a un soffocante binomio quello del costi/benefici. Si dibatte un referendum costituionale. Non trovo nulla che affronti un problema ìnodale per lo sviluppo economico d'Italia: cosa ne e è rimasto della rilevanza costituzionale della Banca d'italia? fisima non cerebrale. All'atto pratico ecco come oggi si dipana una di quelle più qualificate prerogative della sovranità nazionale, quella di "battere moneta". Mi diverte la consulenza legale d'oggidì della Banca di'Italia che in un mirerevole contenzioso civile sa equiparare i biglietti di banca ai titoli astratti del debito pubbico per denegare doverosi e civili concambi tra vecchi biglieti monetari e nuovi foglietti che secondo una folle visione mitteleuroepa sarebbero roba da dare in appalto. Follia assoluta che però passa indifferente a tutti questi soloni costituzionalisti che ci riempiono di ciarle da mass media, e a questi politici invero ultrapagati che in questo scabroso campo mi paiono asini fra i suoni. Laude magna alla CGIL che sola affronta un tema che coinvolge la moderna sovranità statuale del batter moneta. Calogero Taverna
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